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CLAUDIO LAURETI

Si diploma in fotografia dopo gli studi in tecnica analogica della pellicola e relativa camera oscura specializzandosi anche nel digitale e nella sua post produzione.

 

Esperto in fotografia artistica, street photography, moda, ritratto, architettura, reportage e fotografia di scena.

 

Lavora con scuole statali primarie e secondarie, agenzie di spettacolo e con strutture volte al reinserimento tra cui un centro accoglienza migranti, comunità per la riabilitazione e recupero dalle tossicodipendenze, istituti penali minorili e centri di formazione tenendo laboratori artistici di fotografia e postproduzione, spesso promossi e finanziati dai fondi strutturali europei.

 

Ha esposto i suoi scatti in mostre personali e collettive sotto la cura, tra gli altri, di Achille Bonito Oliva, Letizia Battaglia, Ovidio Jacorossi, Giovanni Andrea Semerano,  Roberta Giulieni, Umberto Scrocca, Vincenzo Mazzarella e  Marco Delogu.

 

Ha pubblicato su alcuni quotidiani e periodici fra cui: “Abitare”, “IO Donna”, “Domus” ,“Vogue Italia”, “La Repubblica”,  “Metro”, “Bioarchitettura”, “Il Messaggero” e “Digit!”.

INSEGNAMENTI

[...] Ci siamo trovati nel vuoto ed abbiamo dovuto compiere le nostre acrobazie senza rete di protezione. Abbiamo insomma dovuto “riinventare” dentro di noi qualcosa, al di là della cultura e della storia. In questa fatica ci ha sorretto una vena sotterranea che credevamo quasi estinta per sempre: un abbandono italico al ritmo, all’invenzione immediata, al gesto mimico, all’iperbole dell’immagine, insieme a un classico rigore – e sono rifluiti in noi antichi umori che non si erano perduti, attraverso le generazioni teatrali [...] - Giorgio Strehler

Non ho mai creduto in un'unica verità, nè in quella mia nè in quella degli altri; sono convinto che tutte le scuole, tutte le teorie possono essere utili in un dato luogo e in una data epoca; ma ho scoperto che è possibile vivere soltanto se si ha un'ardente e assoluta identificazione con un punto di vista.... Se vogliamo, infatti, che un punto di vista sia di qualche aiuto, bisogna dedicarvisi con tutte le nostre forze, difenderlo fino alla morte. nello stesso tempo, però, una voce interiore sussurra: "Non prenderti troppo sul serio. tieniti forte e lasciati andare con dolcezza. - Peter Brook

Immaginati due tribù che sono molto diverse e che si incontrano sulle rive opposte di un fiume: ogni tribù può vivere per se stessa, può parlare dell’altra tribù, forse dirne male o elogiarla. Ma ogni volta che uno rema da una riva all’altra scambia qualcosa. Uno non passa il fiume per far ricerche etnografiche, per vedere come gli altri vivono, ma per dare qualcosa e ricevere qualcosa in cambio: un pugno di sale per un braccio di stoffa, una manciata di perline per un arco e due frecce. Ma un patrimonio culturale si può barattare? - Eugenio Barba

Finché c'è Teatro, c'è Speranza - Piergiorgio Giacchè