APPELLO AI GIOVANI TEATRANTI

 

PERCHÉ È IMPORTANTE FARE OGGI UN’ISTA

 

Come regista di LINEE LIBERE, una compagnia indipendente di giovani under 35 attiva dal 2015, penso sia fondamentale fare oggi in Italia una sessione dell’International School of Theatre Anthropology: un’ ISTA.

E’ fondamentale perché misurarsi all’energia e alla consapevolezza tecnica del lavoro dell’ISTA è un’esperienza che può cambiare la vita.

A me l’ha cambiata. Ha cambiato il mio modo di vedere e percepire il lavoro artistico, come anche la mia sensibilità nei confronti di abitudini, filosofie, e approccio alla vita professionale che hanno attori ed essere umani provenienti da altre culture.

E’ stato fondamentale per il mio personale percorso artistico incontrare Eugenio Barba e l’Odin Teatret. È stata l’occasione per relazionarmi in modo diverso al mio mestiere e ha favorito una maggiore coscienza e possibilità di “entrare meglio nella vita e nell’arte”. Ho sperimentato che l’arte può diventare una forma profonda di scambio, di baratto di diversità, un mezzo per entrare in contatto con intere popolazioni, immettendosi nel tessuto sociale di regioni e nazioni e portando il Teatro dove Teatro non c’è. L’Odin Teatret lo ha fatto attraverso spettacoli di strada e spettacoli nei quali dialogano più lingue e linguaggi scenici. Ma per un giovane come me e come i miei collaboratori, che cerchiamo di affilare le armi del mestiere, sono stati determinanti le dimostrazioni tecniche dei suoi attori e la mia partecipazione all’ISTA, un ambiente di incontro, studio e analisi del sapere teatrale che riunisce attori e danzatori di più culture e tradizioni.

Ma l’’ISTA permette anche di scoprire la nostra forza di giovani teatranti di agire e smuovere qualcosa in un momento storico in cui l’odio, il razzismo e la paura del diverso sono sempre più impellenti. Asseconda la ricchezza che come esseri umani abbiamo di aprirci all’ascolto di altri modi di vita e di pensiero e lasciarci ispirare da tecniche di tradizioni poco note. Questa è un’opportunità che non riusciremmo mai a procacciarci attraverso i settori teatrali socialmente riconosciuti.

 

Scrivo questo appello ai giovani teatranti italiani perché è mia volontà organizzare una sessione dell’ISTA in Italia. Voglio realizzare questa necessità insieme ai miei fidati collaboratori di LINEE LIBERE con la quale sosteniamo un’idea di Arte che si allontana da ciò che viene promosso e “raccontato” negli allettanti giri di conoscenze del sistema teatrale. Ma mi rivolgo anche a tutti coloro che vivono nelle mie condizioni e sentono il bisogno di agire.

Noi che siamo la nuova generazione di teatranti italiani, dobbiamo unirci per una causa che è centrale per gli interessi artistici personali di noi tutti. Tocca a noi sensibilizzare le persone e invogliarle a cercare stimoli ed esperienze che si differenzino dalle idee che ormai stanno modificando il nostro senso di socialità.

Aiutiamoci tra noi e sosteniamo l’idea di uno scambio di ideali artistici e di una crescita tecnica.

È sufficiente pensare che nulla è impossibile. Dobbiamo insistere sul perché facciamo Teatro, sul motivo per cui l’abbiamo scelto, persistendo con sacrificio in un mestiere che ci è caro.  

Potete appoggiare LINEE LIBERE e aiutare voi stessi a realizzare l’ISTA per promuovere l’idea che il Teatro ha bisogno di:

  • ampliare le conoscenze tecniche, integrando nuovi modelli europei ed extraeuropei;

  • respirare diverse filosofie di vita e di approccio all’arte attraverso una dimensione transculturale;

  • consentire ai giovani di mettersi nell’ottica che di teatro si può vivere e che, se non lo si svilisce, il teatro aiuta a far vivere meglio le persone;

  • pensare che un progetto di risonanza mondiale come l’ISTA, si adopera ad aprire gli occhi a tante persone, partendo dal paese che raccoglierà questa manifestazione.

 

Questo appello è una richiesta di sostegno e contributo e si rivolge:

  • a tutte le compagnie teatrali di giovani professionisti che resistono ogni giorno in un mestiere così arduo e che molti ci consigliano di abbandonare;

  • alle associazioni culturali che vogliono lavorare sull’integrazione di nuove culture;

  • ai collettivi artistici che sostengono il lavoro di squadra e considerano essenziale collaborare per portare anche solo un secchiello di acqua per costruire una nuova fonte;

  • a tutti coloro che seguono il lavoro di Eugenio Barba e degli attori dell’Odin Teatret che da più di mezzo secolo dimostrano che questa fonte esiste;

  • a tutti coloro che, pur non essendo direttamente collegati al mondo teatrale, ritengono la realizzazione di una sessione dell’ISTA in Italia un progetto la cui diversità è un valore e un’occasione unica di conoscenza artistica e apertura culturale per noi tutti.

  

Come tutte le cose, si inizia da un primo secchiello di acqua per costruire una nuova fonte. Sono piena di fiducia.

 

CROWDFUNDING: http://sostieni.link/22599

 

Irene Di Lelio

regista di Linee Libere, compagnia teatrale indipendente

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SCARICA LA CALL PER I PARTECIPANTI E INVIA LA TUA RICHIESTA DI PARTECIPAZIONE A:

lineelibere2015@gmail.com

INSEGNAMENTI

[...] Ci siamo trovati nel vuoto ed abbiamo dovuto compiere le nostre acrobazie senza rete di protezione. Abbiamo insomma dovuto “riinventare” dentro di noi qualcosa, al di là della cultura e della storia. In questa fatica ci ha sorretto una vena sotterranea che credevamo quasi estinta per sempre: un abbandono italico al ritmo, all’invenzione immediata, al gesto mimico, all’iperbole dell’immagine, insieme a un classico rigore – e sono rifluiti in noi antichi umori che non si erano perduti, attraverso le generazioni teatrali [...] - Giorgio Strehler

Non ho mai creduto in un'unica verità, nè in quella mia nè in quella degli altri; sono convinto che tutte le scuole, tutte le teorie possono essere utili in un dato luogo e in una data epoca; ma ho scoperto che è possibile vivere soltanto se si ha un'ardente e assoluta identificazione con un punto di vista.... Se vogliamo, infatti, che un punto di vista sia di qualche aiuto, bisogna dedicarvisi con tutte le nostre forze, difenderlo fino alla morte. nello stesso tempo, però, una voce interiore sussurra: "Non prenderti troppo sul serio. tieniti forte e lasciati andare con dolcezza. - Peter Brook

Immaginati due tribù che sono molto diverse e che si incontrano sulle rive opposte di un fiume: ogni tribù può vivere per se stessa, può parlare dell’altra tribù, forse dirne male o elogiarla. Ma ogni volta che uno rema da una riva all’altra scambia qualcosa. Uno non passa il fiume per far ricerche etnografiche, per vedere come gli altri vivono, ma per dare qualcosa e ricevere qualcosa in cambio: un pugno di sale per un braccio di stoffa, una manciata di perline per un arco e due frecce. Ma un patrimonio culturale si può barattare? - Eugenio Barba

Finché c'è Teatro, c'è Speranza - Piergiorgio Giacchè