LETTURA VIRTUALE
Storia di una Tartaruga che voleva diventare un Salice Piangente
Fiaba dedicata a Giorgio N. e ai suoi insegnamenti

SINOSSI

Metamorfosi e destino.
Desiderio e destino.
Una Tartaruga e il suo destino.

La metamorfosi è generalmente intesa come la trasformazione di un essere in un altro di natura diversa.
Ma la metamorfosi che deve affrontare la protagonista di questa fiaba è molto particolare.
Nelle sue fasi ci narra una storia che ha inizio sulla Terra e termina nell’Universo. Ci narra la trasformazione dello stato di manifesto di questo piccolo essere, in assonanza con i suoi desideri profondi che lo conducono sulla Stella Ari-Umulù. In questo spazio tutto è possibile. Non esiste passato e non esiste futuro. Il tempo scorre lentissimo in un eterno presente, contenitore di tutto ciò che un tempo fu e di ciò che sarà. È una Stella ricoperta di ghiaccio dove vive un albero di cristallo: un bellissimo Salice Piangente.
Tartaruga ha un compito: trovare il modo di scongelare la Stella dei desideri ed il suo abitante. Come fare, è parte del percorso da compiere. Perché sia proprio il suo compito, è parte del percorso da compiere. Essere una Tartaruga ma non sentirsi tale, è parte del percorso da compiere.
Quindi, caro lettore, se vuoi conoscere questa storia, chiudi gli occhi e fatti condurre su Ari- Umulù.

Testo e Regia:
Irene Di Lelio

con:
Carlotta Mangione

Illustrazioni:
Valeria Bisconti

Musiche:
Alvise Zambon e Giovanni Sparano

Grafica libro digitale:
Silvia Formenti

Produzione:
Linee Libere

Estratto

«Questa è la fiaba, mio caro lettore,
d’un animale e del suo amore.
È ambientata lontano, lontano da qui,
e per noi non è semplice dirigerci lì.

Tartaruga è al centro di questa storia
degna d’esser in ogni memoria.
Il suo destino era uscire dal mondo,
e di dar vita al suo bel sogno.

Sei curiosa, è vero, o dolce anima?
Raccontiamo allor l’impresa titanica.
Questa fiaba ha sede nel cielo blu,
su una Stella chiamata Ari-Umulù.

È un astro di ghiaccio bianco e blu,
non se ne vedon così da quaggiù.
Un tempo era tutto coperto di oro,
e l’aria sapeva di fresco alloro.

Come arrivarci? È un segreto nascosto
che troverai pensando a quel posto,
dove tutti noi vorremmo volare,
quando la Terra ci comincia a stancare.

Ma di Tartaruga stavamo parlando,
che è seduta dove stiamo andando,
con una domanda ancora nascosta
ma che avrà presto la sua risposta.

Ti chiederai: “ma quale risposta?”
Ognuno fa a un certo punto una sosta.
Sosta dalla vita che scorre veloce
per interrogarsi su ciò che lo nuoce.

Per trovare il senso dell’esistenza
che non è detto sia nell’apparenza
del nostro corpo che spesso ci è estraneo
e che, si sa, è sol temporaneo.

Proseguiamo allora col nostro racconto
e dirigiamoci in cerca di quel tramonto
che tutti noi vorremmo guardare
quando di Terra ci cominciamo a stancare.»

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